di Luigi Scardigli

FIRENZE. Che l’inizio, tipicamente dark, non tragga in inganno. La Fantasia è un’altra cosa, un esercizio acrobatico che non lascia a bocca aperta, vero, ma che suggerisce vie di fuga da una realtà che, quasi sempre, è ingolfata: dallo smog, dai rumori assordanti del traffico, dalla nebbia che ci confonde l’uno all’altro, dal nostro anonimato che non garantisce privacy, ma favorisce la reciproca cannibalizzazione. Pasquale Scalzi, Francesco Dendi e Edoardo Nardin lo sanno perfettamente che i rischi incombenti, oltre a tutto il resto, sono anche questi.