di Luigi Scardigli

PISTOIA. Non abbiamo avuto la fortuna di vederli all’opera quindici anni fa, quando Minimacbeth prese forma e vide la luce. Ma non saremmo rimasti folgorati nemmeno all’ora, conoscendoci: questo riadattamento shakespeariano non ci avrebbe convinto perché, anche se questo dramma è tra i più consumati sui palcoscenici di tutto il mondo, persino affidati alla lirica, è particolarmente ampolloso, farcito di piani sintattici, ai quali, la triviale ironia e il grottesco implementati da Andrea Taddei, l’autore, non riescono ad alleggerirne la pesantezza, la distanza, l’inattualità, anche se il potere, come sempre, logora i suoi artefici, ma soprattutto chi non lo possiede.