di Luigi Scardigli

FIRENZE. Stefano Benni è semiserio di professione, quasi sempre geniale, politicamente molto scorretto, che contiene a stento la propria blasfemia, mai scontato. Per il suo Pecore nere, che da giovedì fa tappa al teatro di Rifredi, a Firenze, si è affidato a quattro attrici effervescenti, con le bollicine, che rendono perfettamente l’idea del salone dell’ospizio nel quale la vecchia Ida (Emanuela Guaiana) è stata parcheggiata dalla figlia. Ad accudirla, in una delle tante sere maledettamente uguali alle precedenti e certamente simili alle future, un’infermiera (Valentina Chico), che la lascia per qualche minuto in compagnia della sola televisione, dalla quale, per magia, uscirà la protagonista di una soap latino americana (Elisa Benedetta Marinoni), alla quale si unirà, in questo concistoro rigorosamente femminile, un’ape operaia (Valentina Virando) e una cagna (labrador, ancora Valentina Chico).