di Luigi Scardigli

LAMPORECCHIO (PT). La platea del teatro di Lamporecchio si sta velocemente riempendo. Nella sala, nonostante gli spettatori ci arrivino incappucciati per proteggersi dal freddo intenso che sibila sotto un cielo stellatissimo, si ode il ticchettio della pioggia. La fedeltà alla pellicola di Roman Polanski, Venere in pelliccia, a sipario ancora chiuso, è immediatamente certificata, ma Valter Malosti, il regista, che poi dividerà il palco con una straordinaria Sabrina Impacciatore, ha voglia di andare oltre e non si accontenta dell’elastico vittima-carnefice che anima l’inaspettato incontro tra l’adattatore del romanzo di Leopold von Sacher-Masoch e Vanda Jordan, una borgatara metropolitana doc che aspira a fare l’attrice e che vuole il ruolo di Wanda Von Dunayev a tutti i costi.