di Luigi Scardigli

PISTOIA. Con il tempo, il cannibalismo pasoliniano, si sarebbe dovuto alleggerire. E invece – a conferma delle supervisioni del più grande intellettuale italiano del secondo dopoguerra, ucciso quarant’anni fa da un complotto ordito nei minimi dettagli -, proprio il tempo gli ha sancito il più grande attestato: l’immortalità. Un’eternità violentissima, cruenta, senza scampo, senza vie d’uscita, senza salvezze, un inesorabile inabissarsi nella melma della società borghese, dalla quale è forse praticamente impossibile astrarsi. Il 25enne Julian Klotz (Francesco Borchi) è la vittima sacrificale, la conferma e Porcile, nuovo appuntamento della stagione teatrale del Manzoni di Pistoia (si replica stasera, 28 gennaio, alle 21 e domani, alle 16), per la regia di un sorprendente Valerio Binasco, la sua ideale ambientazione.