di Luigi Scardigli

PRATO. Una nuova famiglia, allargata, di diseredati, ognuno con il proprio nome, politicamente scorretto: un vecchio, un negro, una malata d’alzhaimer e una puttana, Vivono tutti lì, attorno a quell’appartamento di una qualsiasi anonima periferia di appena 35 metri quadrati, calpestabili, dove ci abita Gesù (Ascanio Celestini), alcolizzato, di sambuca e delle peggiori marche e il suo amico Pietro (Gianluca Casadei, che suona la fisarmonica e parla con la voce di Alba Rohrwacher). Sono i personaggi di Laika, lo spettacolo del rapper di Morena, che ignora la musica, ma che riesce comunque a suonare, in scena al Metastasio di Prato. È un giorno come gli altri, di quelli passati e di quelli che verranno. La fine è alle porte; come l’inizio, purtroppo. Non c’è più scampo. È il teatro della parola, alcune volte balbettata, per timore di dirle troppo grosse, perché per i miracoli ci vogliono i santi, che prima, però, devono morire.