di Luigi Scardigli

PISTOIA. Enigmistico e profetico, caustico e delirante, geniale nel senso aladinico del termine, sobillante, istigatore, rivoluzionario, preveggente, ma antico, cultore sofista della parola, della sua forza e delle sue molteplici sfaccettature, non solo toniche e grammaticali, ma significanti. Alessandro Bergonzoni è ancora così, per fortuna, come lo è sempre stato, anche se con qualche chilo in meno, a onor del vero; così lo abbiamo conosciuto e così sarà consegnato ai posteri. E già questo, la sadica necessità dell'informazione patinata di creare un collegamento tra la vita e la morte, è un argomento particolarmente delicato, uno dei tanti che ieri sera, dopo la proiezione di Urge, il suo spettacolo/film, ha affrontato nell’incontro con il pubblico del Funaro, che lo ha invitato in questo onorevolissimo, ma non meno oneroso, anno epocale di Pistoia capitale della cultura.