PISTOIA. Forse ci dobbiamo arrendere all’evidenza che la danza, quella che ci ricordiamo e che si continua a studiare in quasi tutte le scuole per adolescenti nel mondo, anche se lì, spesso, è popolata da bambine in cerca di forma e autostima, non esiste più. Da una parte è giusto: si danza la vita delle banlieu in inverno, non i sogni del quartier Latino di mezza estate, ormai ridotti al lanternino in termini di percentuali esaustive. Il merito, o la colpa, scegliete voi, è tutto di Pina Bausch e di quello che è riuscita a instillare nelle visioni artistiche dei suoi discepoli. Una di queste, tra le più rappresentative, è quel genio straordinario di Cristiana Morganti, che ieri sera, al Teatro Manzoni di Pistoia, all’interno della copiosissima rassegna Pistoia Teatro Festival, ha portato in scena A fury tale, una favola vera, decidendo però di stare tra gli spettatori e affidando il racconto della sua vita e di quella di migliaia di altre donne, a Brianna O’Mara e Anna Wehsarg.