di Luigi Scardigli

FIRENZE. Inutile che vi si suggerisca di non perderli; almeno in questa tornata al Foyer del Teatro di Rifredi è impossibile, perché fino a domenica prossima, le repliche sono tutte sold out. Giusto e normale, perché la partita di Bruna è la notte, senza intervallo, è un match che va visto e condiviso fino in fondo, una rappresentazione, volutamente disagiata, in perfetto precario equilibrio che si avvale di un simpatico guascone polistrumentista (al piano, alla fisarmonica e alla chitarra, ma forse, di strumenti, ne suona anche altri), Alberto Becucci e di un poliedrico mattatore, Alessandro Riccio, ancora una volta un altro, ancora una volta esemplare. Non ci dilunghiamo sulla dinamica del testo perché arriviamo a recensirlo decisamente in ritardo (è in giro da tre anni), però non ci vogliamo in alcun modo sottrarre dall’intasato incolonnamento delle lodi perché è giusto che la coppia ne faccia incetta.