
PRATO. Chissà chi sia mai stato a presentare, a quelli di Punta Corsara, Shakespeare. In un primo momento, siamo convinti che l’abbiano scambiato per un pazzo (dalle parti di Scampia, poi, tra presunti e reali, il campionario è coloratissimo). Poi, però, quando qualcuno deve aver detto loro che quel tipo parecchio strano, in realtà, era uno molto, ma molto importante, nonostante non abbiano cambiato idea – anzi -, se ne sono fatti una ragione. E uno spettacolo, Hamlet travestie, che gira l’Italia ormai da tre anni, lasciandosi ovunque dietro una cortina di spontanea e applaudita simpatia. Come ieri sera al Fabbricone di Prato (si replica stasera, 20,45, domani, 19,30 e domenica, 21 gennaio, alle 16,30). Il riferimento amletico però è molto più complicato di quanto si possa immaginare, perché all’incipit shakespeariano dovete poi aggiungere la parodia anglosassone settecentesca firmata da John Poole e miscelare il tutto con una commedia napoletana di Antonio Petito, il Don Fausto.