PISTOIA. Se ne trovano anche in Occidente e anche nel nostro piccolo paese – eccome! – famiglie come quella che trascorre una Lunga giornata verso la notte. Non è infatti così lontano dalla realtà provare a immaginare un padre fiero del proprio semifallimento (Arturo Cirillo), sposato con una donna ostaggio della tossicodipendenza (Milvia Marigliano), genitori di due figli (Rosario Lisma e Riccardo Buffonini) che non riusciranno in alcun modo a riscattare l’opacità genitoriale. Certo, negli Stati Uniti, un Paese con scarse identità e alla ricerca spasmodica di almeno una, la famiglia, certi quadretti sono più frequenti, soprattutto se a tinteggiarne i confini, fino all’esasperazione, claustrofobica, ossessiva, a volte surreale, è Eugene O’ Neill, drammaturgo americano con il quale il regista, Arturo Cirillo, ha voluto chiudere la trilogia (al Teatro Manzoni di Pistoia; si replica stasera, 3 marzo, alle 21 e domani alle 16) tutta statunitense del declino americano iniziato con lo Zoo di vetro, di Tennesse Williams e proseguito con Chi ha paura di Virginia Woolf, di Edward Albee.