
FIRENZE. Quando si imbocca il viale del tramonto, verosimilmente breve e non sempre alberato, abbiamo l’opportunità, quasi sempre inconsapevole, di voltarci indietro. E guardare. Così hanno deciso di fare, dietro esplicita richiesta del regista, Roberto Bacci, Giovanna Daddi e Dario Marconcini, che si sono prestati a dare parola e scena ai loro ricordi, a volte sfumati dall’età, di una vita, la loro, vissuta nel teatro. Insieme. Mano nella mano, paura nel coraggio, per arrivare sul limitare del capolinea e contare le fermate, la gente salita a bordo, quella scesa, con loro due sempre lì, decisi e convinti di arrivare fino in fondo. Insieme. Quasi una vita – sottotitolato Scene dal chissàdove, ma anche, in omaggio a Bergman, Scene da un matrimonio – è il dubbio amletico che può, che deve, o almeno dovrebbe, interrogarci, ogni tanto, sui nostri confini, sulle nostre consapevolezze, sui nostri bilanci. Stasera, domenica 13 maggio, terza e ultima replica, poi, il Teatro Studio Mila Pieralli, che l’ha ospitato in uno dei suoi meccanismi scenici matrioskali, chiuderà i battenti della stagione.