
PISTOIA. Serve a noi grandi, l’identificazione, non a quelli che abbiamo deciso di catalogare. Che a loro volta, cresciuti con i nostri condizionamenti, faranno altrettanto con i loro piccoli, in questo vortice senza fine, dove a ogni colore si abbina un genere, un’emozione, un’idea, una cultura. Ma i colori, per fortuna, sono alla portata di tutti coloro sappiano guardarli, corteggiarli, meritarli. E Il colore rosa, andato in scena al Funaro di Pistoia, nel panorama della seconda edizione del Pistoia Teatro Festival, può felicemente ed esemplarmente abbinarsi a qualcosa che con le femmine non abbia nulla a che fare; così come il celeste con i maschi e ogni altro cromatismo che per necessità tribale abbiniamo a un gruppo, a una setta, così come succede negli anfiteatri calcistici, o nelle guerre.