
PISTOIA. Siamo tornati a vederlo, al Piccolo Teatro Bolognini, di Pistoia, dopo un pomeriggio diplomatico di fiere e vanità al Manzoni, La scortecata, per due semplici motivi: il primo, è che non ci è costato nulla (facciamo parte di quella schiera di spettatori privilegiati ai quali sono puntualmente e gratuitamente riservati i posti in sala: ogni tanto dovremmo sforzarci di meritarli); il secondo, perché Emma Dante (sua la regìa), gode di una profondità emotiva che travalica i tempi, i generi e consegna al teatro la sua funzione/finzione migliore: la parola, il corpo, la passione. Tanto che nei panni delle due vecchissime sorelle intente a succhiarsi i mignoli per riuscire a sedurre il giovane re che abita poco distante dalla loro vecchia e modesta abitazione, la fuoriclasse palermitana, abile rilettrice della novella seicentesca di Giambattista Basile contenuta nel Cunto de li cunti, ci mette, così come sono, con muscoli poco palestrati e tatuaggi coperti, Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola.