
MONSUMMANO (PT). Non ha bisogno di simultanei, né di abili storiografi, come di esperti gondolieri, o traghettatori di fama carontiana, Boccaccio; le sue opere, il suo Decamerone, si riciclano automaticamente: è la storia che parla la sua lingua. Però, un abile intrattenitore, un cronista eccellente non guasta affatto. E allora, seppur genovese a marchio di fabbrica, Tullio Solenghi, che si è fatto ossa e palcoscenico con la scuola classica, sembra davvero essere il crooner ideale di questa rappresentazione teatrale del volgare d'epoca più comprensibile, che ha aperto ieri, 23 ottobre, la stagione al Montand di Monsummano Terme, in un teatro, nonostante le lusinghe televisive dittatoriali del calcio che conta, pieno come se il piccolo schermo avesse mandato in onda una partita del Forrottoli, anziché della Juventus.