FIRENZE. Anche ad Amleto, se fosse stato in sala, ieri, al Teatro Mila Pieralli di Scandicci (replica stasera, domenica 11 novembre, ve ne consigliamo il contatto) i dubbi, sarebbero svaniti. Avrebbe forse potuto obbiettare – ci riferiamo sempre a Shakespeare, eh – alcune vie di fuga e atre contestualizzazioni politiche liberamente attinte e perfettamente incastonate in Yorick, ma si sarebbe certamente inchinato all’interpretazione, fisica, magistrale, di Simone Perinelli, regista e drammaturgo di questo spettacolo di Leviedelfool. Che è, soprattutto, un esaltante omaggio alla recitazione, all’immedesimazione, alla trasfigurazione, alla musicalità di un testo che sembra volteggiare in sala alla ricerca di un senso che rimbalza, con ginnica leggerezza, da un angolo all’altro del palcoscenico, cosparso di sementi per i polli e amplificato da alcuni microfoni che pendono, alternativamente, dall’alto, megafoni di dolore e lucida follia, solitudine e rassegnazione.