
PISTOIA. Solo un attore frustrato, a cui da tempo nessun regista offre un copione o una collega invidiosa, per talento e bellezza, non si inchina alla magistrale interpretazione di Monica Guerritore nella sua riproposizione, dieci anni dopo, di Giovanna D’Arco, che ha ufficialmente aperto, questo fine settimana, la stagione del Manzoni. Quarantacinque minuti di energia pura, padronanza scenica, movenze, pause, sussurri e grida, su un corpo che di invecchiare non ne vuol sapere, con alle spalle una scenografia che vuole decontestualizzare l’eroina francese e consegnarla alle storie delle ingiustizie, passando in sequenza, sul fondo del palco, le immagini di Martin Luther King e le didascalie di Giordano Bruno, con Show must go on, ultimo brano dei Queen con Freddy Mercury e quella meraviglia di Adagio for Strings, di Samuel Barber, la colonna sonora della disfatta americana in Vietnam che Oliver Stone ci ha consegnato con Platoon.