
FIRENZE. È consigliato che portiate i vostri bambini a vederlo, Popcorn. Perché è un modo, efficacissimo, per come disboscare la vegetazione della meraviglia dagli effetti speciali e riconsegnarla a quella naturale prodotta dall’abilità umana, che si materializza con enormi sacrifici e applicazioni, senza dover mai ricorrere al supporto della finzione. E visto che ci siete anche voi grandi, a teatro (a Rifredi, stasera e domani pomeriggio, 9 dicembre), approfittatene, perché clown della portata di Jean-Baptiste Diot e Jonathan Lardillier, in giro, non ce ne sono poi moltissimi. Con loro, sul palcoscenico, a parte qualche parallelepipedo di compensato, piccole abat-jour da scrivania e uno stereo dal quale, durante la rappresentazione, escono melodie rap e funk, Denis Paumier, il regista, ha anche messo quindici anelli rossi, diciassette palle bianche e sette birilli, dai cromatismi circensi.