
FIRENZE. Non è affatto peregrino che dalle parti di Coverciano, in una di quelle ville sontuose ma demodé nascoste da una fitta e minacciosa vegetazione, esistano ancora Teresa, Carolina e Giselda, tre anziane sorelle (due zitelle e una ripudiata) e la loro governante, Niobe, anch’essa nubile, ma per causa di forza maggiore, che si portano addosso la decaduta nobiltà di un casato, quello dei Materassi, che sopravvive, a stento, nella memoria dei più vecchi e sugli annali conservati alla Marucelliana. E poi, gli addobbi e i presepi sono ancora nelle strade, nelle case, nei negozi e in ognuno di noi, che vorrebbe forse prolungare a dismisura la posticcia allegria natalizia per rimandare, il più possibile, il ritorno alla traumatica quotidianità. Questo è il mix che ha suggerito alla direzione artistica della Pergola di Firenze di riprendere la stagione, con l’inizio del nuovo anno, con una commedia antica e intramontabile, entrata nell’immaginario collettivo a partire dai libri di testo delle scuole elementari, di sicura presa, Sorelle Materassi, appunto (si replica stasera e domani, domenica 6 gennaio), l’opera migliore, forse, di un sopravvalutato Aldo Palazzeschi, affidata, in compenso, a un drammaturgo storico, Ugo Chiti, a un regista apprezzato come Geppy Geijeses e a un cast che bazzica i palcoscenici da una vita: Milena Vukotic, Lucia Poli e Marilù Prati.