
FIRENZE. L’esistenzialismo, se non amletico, ma almeno quello brechtiano, non gli si addice moltissimo. Alessandro Riccio, infaticabile trasformista, dopo aver inanellato incredibili ma meritatissimi successi, che sono quelli che gli impongono lo straordinario di un replica non contemplata sabato 26 gennaio, alle 18, sempre al Teatro di Rifredi, dove si esibirà da stasera fino a domenica pomeriggio 27 gennaio in Serrature, si è voluto maldestramente sgrezzare, perdendo, a nostro avviso, quella carica umana, pittoresca, simbolica e fumettistica che lo contraddistingue. I tutto esaurito che si sono registrati non appena si è aperta l’asta delle vendite dei tagliandi della rappresentazione dimostrano, insindacabilmente, l’affettuosa stima che in particolare il pubblico fiorentino gli tributa da parecchie stagioni, un’affezione quasi da stadio che non richiama nei teatri dove vanno in scena i suoi spettacoli solo e soltanto gli ultrà, lo zoccolo duro dei suoi fan, ma anche e soprattutto i parenti, i conoscenti, gli affini e i curiosi degli irriducibili, che riempiono gli stadi in tutti i loro anelli, non solo in Curva.