
PISTOIA. Come ci si può riconciliare con il Teatro, qualora, con l’incedere dell’età e dopo aver visto, in parecchie salse, molti dei classici, bilanciati, mestamente, da una parte di quel nuovo che avanza e che fa incazzare, per quanto è brutto e oltretutto presuntuoso? Basta avere la fortuna di imbattersi, come è successo a noi, al Teatro Manzoni di Pistoia (si replica oggi pomeriggio, domenica 3 febbraio, alle 16) in un’opera tra le più rappresentate nel mondo di quel genio di Luigi Pirandello, Così è (se vi pare), ma quella prodotta dal Teatro Stabile di Torino con la regia di Filippo Dini. Subito dopo, si ha voglia di vederne un altro di spettacolo, perché se il Teatro è quello visto in questa occasione, regalatecene ancora, vi preghiamo. Maestoso, divertente, esemplare, incalzante, ironico (non potrebbe essere altrimenti), con due mostri sacri a tirare le fila (Maria Paiato e Filippo Dini), le loro e quelle di tutti gli altri, che si sono goliardicamente ambientati e immersi in questa impeccabile, straordinaria rivisitazione. Di Pirandello e della sua opera, fortunatamente contemplata in ogni ordine e grado in tutti gli Istituti scolastici secondari, non ve ne parliamo, dando per scontato che ognuno di voi, tra chi legge e chi era a Teatro, ne sappia abbastanza per non perdere tempo. Superfluo, potreste obiettare, è anche tessere ancora una volta le lodi di attori che stanno tenendo alto il Teatro.