FIRENZE. Oscar De Summa non ci va mai leggero. Per fortuna. Anche stavolta, con L’ospiteuna questione privata -, prodotto da Pupi e Fresedde, Teatro di Rifredi e Uthopia, si è risparmiato poco. E anche stavolta, nonostante sul palco non ci sia lui, il funambolico pugliese, come è successo con La sorella di Gesùcristo e Stasera sono in vena, ma il conterraneo Ciro Masella (che firma anche la regia) e l’albanese Aleksandros Memetaj, la storia appartiene, senza dover fare ricorso a sforzi particolari, a quelle minori, ma solo per eco mediatico, di provincia. Una provincia immaginaria e facilmente immaginabile, dove nel baratro, alla fine, finiscono per rotolarci tanto i carnefici quanto le vittime. La scena del crimine, ambientato nella metà posteriore del palco del Teatro di Rifredi (ieri, venerdì 19 aprile, quarta e ultima replica), è il salotto di un appartamento nel quale un topo dimmerda, frocio, che ci scopa le mogli e le sorelle (anche quelle degli altri, ma le altre son tutte troye) è furtivamente e maldestramente entrato per fare razzia, non facendo però i conti con il proprietario della casa che rientra prima che il ladro porti a termine il suo progetto criminale.