PRATO. Parlarne, del capolavoro di Goethe, è difficile quanto metterlo in scena. Federico Tiezzi, regista e drammaturgo di Scene da Faust, in prima assoluta al Fabbricone di Prato (si replica oggi, alle 19,30 e domani, 19 maggio, alle 16,30), ci ha pensato una vita, prima di azzardare. Risultato? Per taluni, coraggioso, epico, con i fratelli/amanti Faust (Marco Foschi) e Mefistofele (Sandro Lombardi) a darsele di santa ragione, evidenziando, sistematicamente, l’acume delle offese e la grande capacità, di entrambi, di incassare colpi da ko e con la giovanissima Margherita, o Gretchen (Leda Kreider), a sugellare con il delirio e il triplice sacrificio (suo, della madre e del figlio) la coincidenziale scommessa fatta sulla sua pelle dal diavolo e l’acqua santa; per altri, invece, la commistione cinematografico-teatrale, da Kubrik a Latella, passando da Keanu Reeves, con Matrix (l’abbigliamento di Faust e Mefistofele lo ricorda, soprattutto in contrasto con il bianco asettico, chirurgico, del resto degli attori) non aggiunge, né ringiovanisce l’opera,