di Francesca Infante

PISTOIA. La piccola sala del Funaro appare diversa dal solito. Delle sedie formano un quadrato che delimitano la stanza. In un angolo della sala, fuori dal perimetro, c'è una donna: attende che quel quadrato senza vita venga animato dal pubblico. Pian piano tutti prendono posto. Le sedie sono piene. Ed è proprio in quell'istante, che lei, Cristina Rizzo, si stacca dal suo angolo e si posiziona al centro della sala. Tutti la possono vedere, lei può vedere tutti. A terra, vicino a lei, c'è un robot pulitore meccanico. Lui si accende. La musica parte e lei inizia la sua performance sulle note di Verklärte Nacht (Notte trasfigurata; VN è il titolo della rappresentazione) di Arnold Schönberg. In questa danza liberatoria, che sembra quasi un'evasione dalla realtà, il vero punto centrale è la distrazione. Cristina Rizzo balla in grande contatto con il pubblico, quasi lo sfiora, lo mette a disagio, cerca di distrarlo con un robot. Provoca chi guarda.