
LIVORNO. Esiste, probabilmente, una consecutio nella Trilogia della Provincia (di Erchie), ma noi, non certo per controcorrentismo, l’abbiamo percorsa e chiusa al contrario, partendo dall’ultimo anello, La sorella di Gesucrsito, per poi consumare lo step di mezzo, Stasera sono in vena e assistere dunque al suo prologo ideale, Diario di Provincia. Il triangolo l’abbiamo chiuso ieri sera, a Livorno, in Collinaia, per l’esattezza, la campagna aulica che guarda la città portuale con la voglia di sentirsi parte integrante del mare, soprattutto da quando la furia delle acque piovane e dell’approssimazione architettonica l’ha sventrata, uccisa, crocifissa. Il cantore di questo crocevia della disperazione, del dolore e della vendetta, catapultabile dalla provincia brindisina fin sulle rive del Tirreno, è Oscar De Summa, uno dei nove artisti che stanno impreziosendo questa quarta edizione di Scenari di Quartiere, un’alchimia meravigliosa per riportare la chiesa al centro del paese. E per celebrare messa, al policromo, esuberante, estemporaneo Oscar De Summa, basta davvero poco, anzi, nulla: nemmeno l’altare, neanche l‘acquasantiera. Ma neanche un teatro.