di Raffaele Ferro

PISTOIA. Nel suo testo fondamentale Il mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe il grande psicanalista Bruno Bettelheim cita Schiller con una delle sue più significative frasi: C'è un significato più profondo nelle fiabe che mi furono narrate nella mia infanzia che nella verità qual è insegnata dalla vita. Questo per dire che l'usanza di reinterpretare, riscrivere, trasformare o, peggio ancora, spiegare le fiabe, da parte degli adulti, risulta essere sbagliato, se non propriamente dannoso, nei confronti dei bambini. Questo, nella bellissima opera teatrale Hans e Gret dell’onnivora Emma Dante, (che affida al marito, lo straordinario Carmine Maringola, le scene) in scena il 6 ottobre al teatro Bolognini, non è stato fatto. Un’impostazione semplice, un palcoscenico scarno, ma adornato in divenire, da un turbinio di colori e atmosfere, è stato il giusto fondale al realizzarsi di questo concetto espresso da Schiller e sviluppato con maestria da Bettelheim nel suo testo formativo per psicanalisti e psicoterapeuti. La favola di Hansel e Gretel, giocata magnificamente dalla giovane compagnia, ha incantato e divertito il pubblico per un'ora poco più di pura affabulazione.