
PRATO. È la piccola, grande tragedia, nella migliore delle ipotesi incruenta, che si consuma, in particolar modo in Italia, da qualche anno, da quando la globalizzazione, come la intende il capitalismo, non come la pensavamo noi, ha preso il sopravvento. A Borgoabbatuffoli, paesino dell’entroterra chiantigiano, la nascita di un supermercato stritola la concorrenza dei piccoli esercizi. In particolare quella di quei quattro negozi che si affacciano sul centro del paese: il bar, la sartoria, la macelleria e la libreria. E la giovane regista Fiammetta Perugi, guidata dal vecchio Massimiliano Civica, che si è a sua volta avvalso delle residenze artistiche di Castiglioncello Armunia/festival Inequilibrio, Sansepolcro CapoTrave/Kilowatt e grazie al circuito regionale Fondazione Toscana Spettacolo, ha scritto, con Marco Bartolini, questo lungometraggio teatrale, La piazza, sul palco del Magnolfi di Prato, in prima nazionale, fino a domenica prossima, 22 dicembre. I quattro bottegai se la passano maluccio da tempo, ormai e dopo la chiusura del quinto negozio, qualcuno, tra i sopravvissuti, inizia a domandarsi se valga o meno la pena insistere con quell’attività, anche se è frutto di un lavoro generazionale ereditato dai genitori e abbandonarla ha il sapore di un sacrilegio.